Terapie odontoiatriche

TERAPIE


Come possiamo curare i tuoi denti

 

IMPRONTA OTTICA DENTALEIMPLANTOLOGIACHIRURGIA ORALEPROTESIODONTOIATRIA ESTETICAORTODONZIA INVISIBILEINVISALIGN ®ENDODONZIA MICROSCOPICAPARODONTOLOGIAPEDODONZIAODONTOIATRIA CONSERVATIVAIGIENE ORALEORTODONZIA DEI BAMBINISTERILIZZAZIONE

IMPRONTA OTTICA DENTALE

Impronte dentali: da questo gennaio sarà possibile, presso lo Studio Dentistico Associato Dott. Larry Burdick Dott. Gabriele Ragucci, usufruire di una nuova funzionalità ad alta tecnologia. Lo scanner digitale intraorale per la realizzazione delle impronte dentali con sistema iTero permetterà un passo in avanti nella cure dei denti.

La Dottoressa Elisabetta Bassetti realizzerà le impronte dentali tramite il sistema digitale eliminando i problemi e i fastidi caratteristici delle impronte tradizionali. In aggiunta, una connessione diretta alle cure con il sistema odontoiatrico INVISALIGN, completerà il monitoraggio della terapia.

Il sistema iTero garantirà una migliore esperienza per i pazienti grazie anche ai risultati simulati, a problemi di adesione ridotti e configurazioni più rapide. Tale innovazione permetterà anche una riduzione dei rifiuti, materia da sempre importante allo Studio Burdick Ragucci.

impronta ottica dentale

IMPLANTOLOGIA

L’implantologia dentale è la branca dell’odontoiatria, il cui obiettivo è la sostituzione degli elementi dentari mancanti con delle radici/perni artificiali in titanio. La perdita di un elemento dentario causa infatti la riduzione della funzione masticatoria, che a sua volta influenza le funzioni dell’osso mascellare sottostante provocandone lentamente una perdita di massa e densità. Diverse possono essere le cause sottostanti alla perdita degli elementi dentari: le patologie del cavo orale, le carie e la malattia parodentale e i traumi da contatto. In caso di perdita di un dente il paziente e l’odontoiatra devono affrontare due decisioni strettamente interconnesse: se è opportuno sostituire il dente mancante e qual è la metodica sostitutiva più appropriata. Da tenere in considerazione come fattori fondamentali sono l’età e le condizioni di salute generali del paziente. Esistono una serie di possibilità riabilitative per il trattamento dell’edentulismo (la mancanza totale o parziale dei denti), confermate dall’evidenza clinica, in base alle particolari condizioni che il paziente presenta.

Questa terapia prevede un piccolo intervento chirurgico, in anestesia locale, in cui viene inserito nell’osso mandibolare o mascellare un impianto, realizzato principalmente in titanio. Tale protocollo riabilitativo si basa sul fatto che il titanio può integrarsi efficacemente con l’osso quando gli osteoblasti, cellule deputate alla neoformazione ossea, crescono sulla superficie grezza del titanio impiantato e al suo interno. Si forma quindi un collegamento strutturale e funzionale tra l’osso vivente e l’impianto stesso. I moderni impianti dentali sono in pratica indistinguibili dai denti naturali una volta protesizzati; sono normalmente sistemati in una sola seduta e richiedono un periodo di osteointegrazione con l’osso mascellare che varia dai 3 ai 6 mesi. Trascorso questo periodo di tempo, il chirurgo può avvitare sugli impianti ormai osteointegrati dei monconi, per poter posizionare prima una corona provvisoria e poi una definitiva. Si precisa che l’inserimento dell’impianto nel tessuto osseo non è assolutamente doloroso, anzi è meno fastidioso di una semplice estrazione. Il paziente nella settimana successiva all’intervento potrebbe avere un piccolo gonfiore ma non prova quasi mai dolore.

CHIRURGIA ORALE

La chirurgia odontostomatologica o orale è una branca della chirurgia. I principi della disciplina associano i fondamenti chirurgici di base e l’approfondimento di tutto ciò che interessa specificamente la terapia chirurgica orale. I fondamenti includono l’anatomia, l’anestesia locale, la preparazione del campo operatorio, gli accessi chirurgici, le tecniche di sutura, la guarigione dei tessuti. È inoltre necessario includere gli argomenti di medicina legale, di consenso informato, di cartella clinica, di dimissione del paziente. La chirurgia avanzata orale si occupa in particolare della rigenerazione tessutale al fine di ricreare le condizioni ideali per il posizionamento di impianti osteointegrati a sostegno di nuovi elementi dentari protesici.

Oggigiorno è possibile ricostruire le basi scheletriche per difetti orizzontali e verticali attraverso la rigenerazione ossea guidata. Qualora i difetti ossei siano di particolare gravità (in rapporto alla quantità del difetto o alla complessità anatomica) è possibile ricorrere agli innesti di osso autologo (prelevato dallo stesso paziente) e provenienti da sedi intraorali (angolo e corpo mandibolare) o da sedi extraorali (osso parietale e iliaco). In questo tipo di operatività vengono utilizzati i più innovativi metodi di ricerca e le più avanzate tecnologie computer-assistite nelle due fasi più delicate per il paziente: la diagnostica e la terapia chirurgica. La diagnosi effettuata tramite TAC 3D consente di studiare con precisione assoluta l’anatomia orale. Gli interventi chirurgici e implantari vengono invece progettati grazie a software che garantiscono al paziente il minimo dell’invasività nella fase chirurgica, a fronte del massimo del risultato clinico ed estetico.

PROTESI

La protesi dentale è un manufatto, realizzato da un Odontotecnico abilitato, sotto la guida di un Medico Odontoiatra, utilizzato per rimpiazzare la dentatura originaria persa o compromessa per motivi funzionali e/o estetici. Si definisce anche Protesi Dentaria la parte dell’odontoiatria che si occupa della progettazione e costruzione di protesi rispettando i seguenti requisiti: funzionalità, ovvero il ristabilimento della corretta masticazione e delle funzioni articolari (apertura, chiusura, lateralità destra-sinistra, protrusione-retrusione e corretta fonetica), resistenza, poiché la protesi deve resistere al carico masticatorio e all’usura dei liquidi buccali, innocuità, atteso che la protesi deve essere costruita con materiali che non siano tossici e non deve presentare “angoli vivi” che potrebbero danneggiare i tessuti, ed infine estetica, per cui i denti artificiali devono essere il più possibile simili a quelli naturali in modo da non alterare il corretto profilo facciale del paziente.

Nell’ambito delle protesi è possibile distinguere diversi tipi di impianti, a seconda della funzione svolta, in particolare esistono protesi fisse di ricostruzione, con il compito di ricostruire le parti anatomiche del dente asportato e preservarlo quindi dalla completa distruzione (es. corone, intarsi), protesi fisse di sostituzione, che sostituiscono completamente con elementi particolari i denti naturali (es. elementi intermedi di protesi a ponte), e protesi fisse di fissazione, che hanno la proprietà di bloccare e distribuire correttamente le forze masticatorie (es. ferule di fissazione). Tali elementi se si ancorano sul dente o radice residuo vengono definiti corone, se poggiano sui denti adiacenti (opportunamente limati) con il fine di ripristinare denti mancanti sono detti ponti, e se sono applicati su impianti inseriti nell’osso sono definiti protesi su impianti. Sono definite protesi fissa anche le faccette, che consistono in gusci di ceramica da applicare sui denti anteriori per finalità estetiche o funzionali.

ODONTOIATRIA ESTETICA

In odontoiatria, l’estetica è l’insieme di teorie che si rifanno al concetto di “bellezza”, relativo all’aspetto di un restauro protesico ottenuto attraverso la creazione di forme e colori ideali. Per odontoiatria estetica si può intendere lo studio e la realizzazione di restauri dentali che, pur resi necessari da problemi dentali come fratture, carie o mancanza di denti, ripristinino o migliorino l’aspetto estetico; a voler quindi essere rigorosi, il concetto di odontoiatria estetica pertiene tutte le terapie protesiche, considerando che l’obiettivo dovrebbe sempre essere l’ottenimento, oltre che di una funzione e di una biologia ottimali, anche di un aspetto gradevole.

L’odontoiatria estetica, quindi, si avvale di tecniche come l’ortodonzia, la protesica o il semplice sbiancamento dentale per offrire ai propri pazienti un risultato estetico ottimale consentendo di ripristinare o cambiare il colore, la forma e la posizione dei denti, ed intervenendo anche sulla quantità, qualità e forma delle gengive. Un aspetto sano e curato della bocca prevede infatti che i denti siano bianchi, splendenti e regolari, simbolo di giovinezza e salute del corpo. Un trattamento di odontoiatria estetica risulta necessaria soprattutto in caso di denti fratturati (mediante leggeri ritocchi allo scopo di correggere le fratture dentali), denti macchiati o eccessivamente usurati dalla funzione masticatoria, denti discromici (che presentano un colore non uniforme), o ancora nei casi di mancanza totale o parziale della dentatura e di un’eccessiva spaziatura dei denti (il cosiddetto diastema).

ORTODONZIA INVISIBILE

Esistono oggi tipologie innovative di apparecchio molto discrete che spesso nemmeno si notano dall’esterno, ma risolvono ugualmente il nostro problema donandoci un sorriso smagliante. Ma quali sono i motivi per cui potremmo trovarci a dover ricorrere ad un trattamento ortodontico da adulti, quali sono le caratteristiche dell’apparecchio invisibile e quali sono le alternative a disposizione? Nell’adulto la dentatura è ormai quella definitiva e la crescita cranio-facciale è ormai completa, di conseguenza si andrà ad agire sui movimenti dentali e, in particolare, su vari tipi di malocclusione, ovvero sul fatto che i denti dell’arcata superiore non si allineano perfettamente con quelli dell’arcata inferiore. Le malocclusione possono essere congenite oppure acquisite, spesso costituendo un’eredità di cattive abitudini infantili, o ancora il problema può essere determinato da un trauma come la caduta di un dente non rimpiazzato.

L’apparecchio ortodontico tradizionale è, secondo alcuni dentisti, ancora la soluzione più efficace e breve per raggiungere l’obiettivo. Tuttavia, è possibile ricorrere ad alcune alternative, quale l’apparecchio mobile trasparente, che serve generalmente per intervenire su abitudini errate assimilate da piccoli o nei casi di bruxismo. Oggi è possibile scegliere anche tra alcuni modelli completamente trasparenti, pressoché invisibili e che possiamo rimuovere per mangiare o lavarci i denti. L’apparecchio invisibile ha del resto molteplici vantaggi, in primo luogo dal punto di vista estetico, perché rimuove il potenziale disagio psicologico e sociale di dover portare un apparecchio in età adulta. La possibilità di rimuovere la mascherina consente inoltre un’igiene orale approfondita e, grazie ad un prospetto virtuale, è generalmente possibile prevedere fin dall’inizio del trattamento quale sarà la durata effettiva per arrivare al risultato finale e quante mascherine diverse saranno necessarie.

INVISALIGN ®

Il sistema invisalign raddrizza i denti grazie a una serie di aligner trasparenti e personalizzati, comodi da portare e praticamente invisibili. È stato sviluppato da align technology in collaborazione con famosi ortodontisti. Complessivamente, un trattamento medio dura dai 9 ai 18 mesi ed è articolato in diverse fasi: sulla base del piano di trattamento del dentista e della documentazione dentistica, viene redatto un piano di trattamento virtuale 3D che mostra lo spostamento dei denti dalla posizione corrente a quella finale desiderata. Dopo l‘approvazione del piano, vengono realizzati degli aligner assolutamente personalizzati che devono essere portati per circa 20-22 ore al giorno, tranne che per mangiare, lavarsi i denti e quando si usa il filo interdentale o in occasioni specifiche. Ogni due settimane, si passa a un nuovo set di aligner, che spostano gradualmente i denti nella posizione finale prescritta.

Il trattamento invisalign offre diversi vantaggi, la struttura è infatti praticamente invisibile, consente di mantenere l’igiene orale, lavare i denti e usare il filo interdentale come d’abitudine, inoltre, essendo priva di fili metallici o supporti è meno probabile che insorgano irritazioni della bocca o delle gengive.

ENDODONZIA MICROSCOPICA

L’Endodonzia è la scienza medica, nell’ambito dell’Odontoiatria, che ha per oggetto i tessuti interni del dente, le patologie e i trattamenti correlati. Quando questi tessuti o i tessuti che circondano la radice dentale si ammalano o danneggiano a causa di carie o traumi, il trattamento endodontico permette di salvare il dente. Il trattamento endodontico è un intervento odontoiatrico ambulatoriale che si rende necessario in particolare quando la polpa (il tessuto molle interno al dente) è infiammata o infetta per un danno provocato da una carie profonda, dall’esito di interventi sul dente, o da un trauma (grave e improvviso o più leggero ma ripetuto) che ha provocato frattura o scheggiatura o incrinatura profonda.

A detta dei maggiori esperti italiani e internazionali, deve essere eseguita con sistemi ingrandenti adeguati e raggiunge il suo massimo livello di specializzazione con l’utilizzo del microscopio operatorio. Questo perché una volta aperto un elemento dentario bisogna detergere, pulire e sigillare dei piccolissimi canali che hanno un diametro che va dal mezzo millimetro al decimo di millimetro. Ad aumentare la difficoltà contribuisce il fatto che bisogna ricercare questi canali all’interno del dente che lascia uno spazio di circa mezzo centimetro. Il tutto all’interno della bocca del paziente, che già di per sé è uno spazio angusto, e che risulta ancor più ridotto quanto più ci si sposta sugli elementi dentari posteriori che presentano il maggior numero di canali. Il risultato è che il dente non sarà più un serbatoio infettivo e, dopo un’adeguata ricostruzione della corona, potrà continuare a svolgere le stesse funzioni di un dente integro. La percentuale di successo di una cura canalare corretta è, in condizioni normali, elevatissima.

PARODONTOLOGIA

La parodontologia è una branca dell’Odontoiatria che studia i tessuti del parodonto e le patologie ad esso correlate, essa si occupa quindi dell’insieme dei tessuti molli (il legamento periodontale e la gengiva) e duri (cemento e tessuto osseo alveolare) che circondano il dente e che assicurano la sua stabilità nell’arcata alveolare (in condizioni di salute).
Con la parodontologia si effettua la diagnosi e il trattamento della malattia parodontale, rigenerando il tessuto parodontale perso o, dove non è possibile, sostituendo il dente con un impianto “immediato” o “ritardato”.

La malattia parodontale può presentarsi in particolare come gengivite o parodontite, la prima comporta con la guarigione e la reintegrazione dei tessuti di sostegno, la seconda comporta sempre dopo guarigione una lesione irreversibile. Anche nei bambini e negli adolescenti questa malattia può insorgere ed è prevalentemente dovuta a un microrganismo: l’Aggregatibacter actinomycetemcomitans, ma può essere dipesa anche da anatomie particolarmente sfavorevoli che agevolano la perdita di gengiva, da una scarsa igiene e una infiammazione conseguente che possono aggravare le lesioni. Può guarire dopo opportuno trattamento comprendente decontaminazione meccanica e antibioticoterapia ed il ripristino di pratiche corrette di igiene orale.

PEDODONZIA

La pedodonzia o odontoiatria pediatrica è una disciplina che previene e cura le patologie odontostomatologiche del bambino dalla nascita all’adolescenza. L’attenzione è rivolta alla prevenzione delle lesioni cariose da parte dell’igienista dentale o dell’odontoiatra ed alla ricerca della collaborazione dei piccoli pazienti. Le cure pedodontiche sono volte ad evitare la sintomatologia dolorosa e la perdita precoce dei denti decidui (“da latte”), nonché la conservazione e la corretta crescita dei nuovi denti. Le prestazioni odontoiatriche sui bambini sono eseguite con le stesse metodiche adottate per gli adulti, con leggere differenze sui materiali adottati (talvolta si evitano i materiali non riassorbibili sui denti decidui).

Tra le più frequenti patologie a carico dell’apparato dentario dei bambini troviamo senz’altro la carie, malattia infettiva che colpisce i denti e che può avere un’evoluzione molto rapida, la pulpite, ovvero l’infiammazione della polpa del dente che può presentarsi senza dolore ed in misura maggiore che nell’adulto, e l’ascesso (raccolta di pus).

ODONTOIATRIA CONSERVATIVA

L’odontoiatria conservativa è una branca dell’odontoiatria restaurativa che si occupa della cura dei denti interessati da processi cariosi, delle procedure per l’eliminazione della carie e di quelle relative alla chiusura delle cavità risultanti dall’eliminazione dello smalto e della dentina cariata, tramite l’utilizzo di appositi materiali.

Le carie possono essere superficiali o profonde. Nel primo caso ci si limita ad asportare parte della dentina e dello smalto interessati dalla carie, otturando il dente con appositi materiali (amalgama d’argento o compositi). L’uso degli amalgami d’argento (a causa del contenuto in mercurio) è stato sostituito ormai dai materiali compositi che per le loro caratteristiche adesive permettono una preparazione della cavità cariosa meno ampia rispetto all’uso dell’amalgama che richiedeva cavità dalle caratteristiche particolari perché fossero ritentive. Nelle carie profonde vi può essere un interessamento della polpa del dente, contenente anche le fibre nervose, e allora si ricorre alla cura canalare detta anche devitalizzazione.

Il termine conservativa indica l’obbiettivo di tali cure, cioè di conservare i denti altrimenti distrutti dalla carie.

IGIENE ORALE

Per igiene orale si intende la pulizia della cavità orale ed in senso più esteso tutte quelle manovre per ottenerla, siano esse a livello domiciliare che a livello professionale. Come suggerisce il termine consta di tutte quelle manovre che andrebbero eseguite a livello domiciliare al fine di garantire un livello di igiene compatibile con la salute orale. Una buona igiene orale è garantita da un corretto spazzolamento con uno spazzolino in senso gengi-dentale (da rosa a bianco) delle superfici dentali esterne ed interne, nonché della superficie occlusale (con movimenti antero-posteriori e laterali). Non meno importante è la detersione con spazzolino senza dentifricio della superficie linguale, che per la sua conformazione trattiene parecchi residui alimentari e batteri, predisponendo allo sviluppo di una alitosi. Passaggio successivo è l’utilizzo del filo interdentale in modo da detergere gli spazi tra un dente e l’altro, e un collutorio. Eseguita in modo errato, l’operazione di pulizia può portare a patologie, infatti quando lo spazzolamento avviene in maniera aggressiva può portare alla gengivite.

Qualora l’igiene domestica sia difettata, risulta necessario ricorrere all’igiene orale professionale, considerando quindi tutte quelle manovre praticate dal professionista al fine di eliminare tutti i residui accumulatisi nel tempo: ablazione tartaro sopra-gengivale, polishing (lucidatura delle superfici dentarie ed eliminazione meccanica di pigmenti estrinseci ), levigatura radicolare (rimozione del tartaro sub-gengivale a livello delle tasche parodontali, previa anestesia locale) e levigatura radicolare a cielo aperto (analoga alla precedente previo scostamento della gengiva dei piani ossei sottostanti). Quest’ultima pratica si rende necessaria qualora le tasche parodontali raggiungano una profondità tale da impedirne una completa pulizia con le metodiche precedenti.

ORTODONZIA DEI BAMBINI

Il corretto sviluppo della dentizione decidua e permanente è fondamentale, quindi la valutazione precoce (verso i 4/6 anni di età) permette l’individuazione di eventuali problemi come la perdita precoce dei denti da latte, l’uso protratto del ciuccio o la respirazione orale e dà l’opportunità di un trattamento più efficiente.

Scopo del trattamento precoce:

— creare spazio per denti affollati in eruzione;
— ottenere una simmetria facciale influenzando la crescita facciale;
— ridurre il rischio di trauma su incisivi superiori protrusi;
— preservare lo spazio per denti ancora non erotti;
— diminuire la necessità di estrazioni di denti permanenti;
— ridurre il tempo di trattamento dell’ortodonzia in dentatura permanente.

Esistono diverse opzioni per il trattamento delle patologie ortodontiche:

Trattamento preventivo:
Si effettua molto precocemente, anche a 4 anni di età, in presenza dei soli denti da latte, allo scopo di prevenire con l’utilizzo di opportuni accorgimenti che la crescita diverga dal normale procedere.

Trattamento intercettivo:
Si esegue nel bambino in dentizione mista, serve per mettere l’occlusione in condizioni di svilupparsi correttamente. Con il trattamento intercettivo si tenta di intercettare il problema prima che esso si realizzi del tutto.

Trattamento funzionale:
Utilizza forze muscolari endogene (interne) e funzionali (come ad esempio la deglutizione) per fini terapeutici.
Si effettua con il paziente in crescita utilizzando il più delle volte dispositivi mobili.

Trattamento ortopedico:
Adotta forze esogene (esterne) di entità tale da stimolare o inibire l’attività di crescita di suture scheletriche cranio-facciali. Le forze impegnate sono spesso notevoli ed applicate con dispositivi fissi.

Trattamento ortopedico funzionale:
Combina le terapie funzionali con le terapie ortopediche.

Trattamento Biomeccanico:
Utilizza forze provenienti da dispositivi generalmente fissi per lo spostamento di denti in posizioni prestabilite e controllate nei tre piani dello spazio.

STERILIZZAZIONE

Il processo di sterilizzazione dei ferri chirurgici
13 step fondamentali per la disinfezione e sterilizzazione
La sterilizzazione dei ferri chirurgici è un’operazione necessaria per garantire la sicurezza del paziente in cura presso uno studio odontoiatrico. Il processo di sterilizzazione si articola in 13 step:

1) RACCOLTA: consiste in un processo di riduzione della carica microbica in modo da scongiurare il rischio di infezione da parte degli operatori. Tutti gli strumenti utilizzati, non monouso, vanno raccolti in un contenitore senza saldature e trasportati nell’area di sterilizzazione.

2) DECONTAMINAZIONE: questa procedura prevede la totale immersione degli strumenti in una soluzione disinfettante in modo da rimuovere i microrganismi patogeni presenti nello strumento.

3) LAVAGGIO MANUALE O MECCANICO: il lavaggio manuale consiste nello spazzolare con acqua e detergente non corrosivo gli strumenti in modo da pulirli. Il lavaggio meccanico è un processo di detersione per mezzo di macchina lavastrumenti o in alternativa di trattamento in ultrasuoni. Il lavaggio meccanico è da preferire a quello manuale perchè riduce i rischi di incidenti da parte degli operatori. Il trattamento con ultrasuoni garantisce una più accurata pulizia del dispositivo medico, soprattutto quelle parti dello strumento che si puliscono con fatica con il lavaggio manuale o meccanico.

4) RISCIACQUO: consiste nel lavare gli strumenti con acqua corrente per rimuovere eventuali residui di detergente.

5) ASCIUGATURA: è una procedura che può essere eseguita con panni di carta o panni in tela che non rilasciano fibre. Per alcuni strumenti è preferibile usare una pistola ad aria compressa.

6) CONTROLLO E MANUTENZIONE: i dispositivi medici vanno controllati per essere certi della loro pulizia ed integrità. Gli strumenti che necessitano di manutenzione vanno lubrificati con prodotti idrosolubili.

7) CONFEZIONAMENTO: dopo il controllo, gli strumenti vengono confezionati. La confezione serve per garantire la sterilità dello strumento fino al suo prossimo utilizzo.

8) STERILIZZAZIONE: gli strumenti confezionati vanno inseriti in un’autoclave che rilascerà vapore fino ad una temperatura di 115° o 134° al massimo. Questa fase serve per eliminare i microrganismi rimasti presenti anche dopo il lavaggio.

9) TRACCIABILITÀ: questo processo permette di identificare il dispositivo sterilizzato in qualsiasi momento, grazie ai dati riportati sulla confezione degli strumenti, ovvero la sigla dell’operatore che ha svolto la procedura di sterilizzazione, il numero del ciclo di sterilizzazione, la data di confezionamento e la data di scadenza, generalmente 30 giorni dopo la procedura di sterilizzazione.

10) RINTRACCIABILITÀ: questa fase consiste nel riportare tutti i documenti relativi allo step di sterilizzazione all’interno di un apposito registro, in modo tale da essere sempre disponibile per gli operatori.

11) STOCCAGGIO: è una procedura di immagazzinamento degli strumenti in appositi contenitori di stoccaggio.

12) VERIFICHE PERIODICHE: questo step riguarda alcuni controlli che è opportuno fare per assicurare una buona sterilizzazione allo studio odontoiatrico. Giornalmente occorre controllare la superficie di sterilizzazione e la datasulle confezioni sterilizzate, effettuare il vacuum test per il rilascio del vuoto dell’autoclave, e infine svolgere il test degli integratori chimici. Periodicamente si deve fare un test di controllo delle vasche ad ultrasuoni, un test sulla sigillatrice, il Bowie & Dick Test, l’ Helix Test e il See Test.

13) MANUTENZIONE DELLE APPARECCHIATURE: le apparecchiature devono essere sottoposte periodicamente a manutenzione come da libro macchine. La manutenzione deve essere svolta dal personale qualificato, indicato dal costruttore.

Seguendo i 13 step per il corretto processo di sterilizzazione, sarà garantita la sicurezza del personale e del paziente dello studio odontoiatrico.

Praticamente tutti gli strumenti che vengono utilizzati nello studio entrano in contatto con saliva oppure sangue: specchietti, pinze e trapani sono strumenti riutilizzati sempre e devono essere sottoposti a sterilizzazione per garantire l’eliminazione di batteri e virus. Abbiamo, nel nostro studio, un addetto alla sterilizzazione oltre ad una procedura scritta e condivisa essendo un obbligo di legge: ma è anche la coscienza che ci dice che non è possibile mettere a rischio la salute dei nostri pazienti!

Contattaci subito per richiedere una prima visita!